Prende il via un nuovo ciclo di conferenze e incontri a ingresso libero, ospitati ogni giovedì all’Auditorium di Palazzo Blu (via Pietro Toselli 27).
Il Public Program, composto da sei appuntamenti, accompagna l’intero periodo espositivo offrendo al pubblico l’occasione di approfondire uno dei momenti più affascinanti della storia europea: la Belle Époque.
Un’epoca in cui Parigi, capitale dell’arte e della modernità, divenne un crocevia internazionale di talenti. Tra questi brillano gli artisti italiani che contribuirono in modo decisivo al rinnovamento del linguaggio pittorico. Giuseppe De Nittis, figura centrale della scena parigina, fu tra i primi a dialogare con gli impressionisti, portando un nuovo sguardo sulla vita moderna; accanto a lui, maestri come Boldini, Zandomeneghi e Corcos interpretarono la vitalità della città in trasformazione, definendo gli stilemi dell’eleganza cosmopolita che caratterizzò il periodo.
Le conferenze, affidate a storici, critici d’arte e studiosi, approfondiscono la Belle Époque da prospettive diverse: società e politica, moda, teatro, ruolo delle gallerie, e naturalmente il contributo italiano nella Parigi di fine secolo.
Giovedì 27 novembre 2025, ore 17.00
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Le luci e le ombre della Belle Époque. Ritratto di un’epoca con Alberto Mario Banti, professore di Storia Contemporanea, Università di Pisa — CONTINUA A LEGGERE ↓Periodo di crescita economica e sociale, di trionfo e autocelebrazione borghese, la Belle Époque, sotto la superficie di una brillantissima mondanità, nasconde tensioni politiche e sociali. La conferenza ne esplorerà alcune, dalla ridefinizione delle identità di genere, alla forza antagonista del discorso socialista, alla pervasiva diffusione delle ideologie nazionaliste.
Alberto Mario Banti insegna Storia Contemporanea all’Università di Pisa. È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra le sue pubblicazioni: La nazione del Risorgimento (Einaudi, 2000), Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd (Laterza, 2017), Too Much to Dream. Giovani, musica e controculture nella California degli anni Sessanta (Carocci, 2025).
Giovedì 15 gennaio 2026, ore 17.00
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L’importanza della moda nella Parigi della Belle Époque con Virginia Arabella Hill, storica della moda e curatrice — CONTINUA A LEGGERE ↓Il mito della Parisienne con il suo stile seduttivo e la sua innata eleganza nasce dal pennello di abili artisti, ma non solo. Tra la seconda metà dell'Ottocento e la Prima Guerra mondiale, Parigi vive una vera e propria rivoluzione dell'industria della moda. La nascita della haute couture, nuove raffinatissime riviste di moda, i saloni di bellezza, le gioiellerie, attirano una clientela femminile internazionale che a sua volta porterà lo stile parigino ai quattro angoli del mondo.
Virginia Arabella Hill è storica della moda e curatrice, professoressa a contratto presso l’Università di Bergamo e lo IULM di Milano. Per il 2026 cura la sezione di abiti nella mostra Liberty in Italia (Palazzo Martinengo, Brescia) e nella mostra sul turismo ottocentesco al MuSa di Salò.
Giovedì 29 gennaio 2026, ore 17.00
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L’arte di promuovere l’arte. Breve storia della Maison Goupil con Marco Francesco Carminati, storico dell’arte e giornalista — CONTINUA A LEGGERE ↓La mostra a BELLE ÉPOQUE allestita a Palazzo Blu di Pisa offre non solo l’opportunità di ammirare importanti opere dei grandi pittori italiani che fecero fortuna a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, ma ci permette altresì di valutare un aspetto meno scontato (tuttavia assai rilevante) di questa vicenda, vale a dire il fondamentale ruolo che ebbero le gallerie e i mercanti d’arte nel promuovere il successo di artisti come Boldini, De Nitti o Zandomeneghi. Il caso emblematico – che verrà narrato in dettaglio - è quello della Maison Goupil.
Marco Francesco Carminati, storico dell’arte e giornalista, è Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e Vicepresidente degli Amici di Brera. Ha al suo attivo numerosi scritti su artisti, opere d’arte e collezionisti.
Giovedì 12 febbraio 2026, ore 17.00
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Giuseppe De Nittis: lo spazio e la sua disciplina nella Parigi della Belle Époque con Renato Miracco, storico e critico d’arte — CONTINUA A LEGGERE ↓Partendo da una definizione di Belle Époque meno celebrativa e più storico-sociale, la conferenza cercherà di enucleare le caratteristiche della Pittura di De Nittis. Si inizierà con l’affermare che De Nittis non appartiene all’Ottocento italiano: nell’analisi del movimento italiano è una figura totalmente atipica, anche considerando la sua cultura illuministica ( vedi Scuola di Resina e movimento dei Macchiaioli) che costituirà la base del suo, innegabile, contributo alla scuola impressionista. Da questa prospettiva si analizzerà la sua nuova idea spaziale, i suoi protagonisti e le sue tecniche di pittura raffrontate con quelli che erano i suoi interlocutori dell epoca: Degas, Tissot, Manet, Caillebotte, Monet, Morisot, Pissarro e altri.
Renato Miracco, storico e critico d’arte, è stato Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Attaché culturale dell’Ambasciata d’Italia a Washington nonché Garante della Italian Academy presso la Columbia University. Ha lavorato come curatore con i più importanti musei come la Tate Modern, il Metropolitan Museum, La National Gallery di Washington. Attualmente lavora tra il Canada, gli Stati Uniti d’America e l’Europa ed è anche curatore della Pinacoteca Giuseppe De Nittis di Barletta.
Giovedì 12 marzo 2026, ore 17.30
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La vita teatrale nella Parigi fin de siècle: nuove geografie, nuovi generi, nuove celebrità con Carlotta Sorba, storica della cultura e del teatro — CONTINUA A LEGGERE ↓Negli ultimi decenni dell’Ottocento la vita teatrale parigina cambia profondamente: la legge del 1864, che liberalizza i teatri, apre una stagione di grande vitalità con la nascita di nuovi spazi e generi, dal teatro di varietà al café-concert fino al Moulin Rouge. Questo fermento si riflette nella pittura dell’epoca, che racconta la vivacità della città moderna e il fascino della scena. Tra arte e teatro si sviluppano continui rimandi, e figure come Sarah Bernhardt diventano simboli di un’epoca in cui la cultura dello spettacolo e quella figurativa si rispecchiano reciprocamente.
Carlotta Sorba è una storica italiana, specialista di storia culturale del XIX secolo, che ha dedicato molti studi al mondo teatrale anche in una prospettiva di genere.
Giovedì 19 marzo 2026, ore 17.00
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La Belle Époque degli italiani a Parigi con Francesca Dini, storica dell’arte e curatrice della mostra — CONTINUA A LEGGERE ↓Un incontro conclusivo per ripercorrere le ragioni e i risultati scientifici della mostra. La curatrice Francesca Dini illustra il percorso espositivo e i protagonisti che, tra Parigi e l’Italia, hanno contribuito a definire un linguaggio pittorico europeo, elegante e moderno, capace di raccontare un’epoca irripetibile.
Francesca Dini, storica dell’arte, esperta di pittura italiana del secondo Ottocento italiano, è autrice del catalogo ragionato di Giovanni Boldini e curatrice di importanti mostre in Italia e all’estero. ha scritto libri e saggi valorizzando la pittura italiana nel contesto internazionale.